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Le Novelle Di Verga ne Le Figarò

Durante il suo trascorso a Parigi, il giornale Le Figarò varie novelle e bozzetti di Verga. Alcuni di questi alternavano la lingua italiana a quella francese, divenendo delle novità che esprimevano una nuova ricerca dello scrittore verso una lingua universale. Da citare, Vagabondaggio e Petit Monde.

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La Preimiere al Theatre Librè di Antoine

La Cavalleria Rusticana viene per la prima volta rappresentata al Théâtre-Libbre di Antoine in una storica serata che inaugura la grande stagione del teatro naturalista. Dopo il successo universale tributato alla versione operistica di Mascagni dal 1890 in poi - ma che ipoteca nello stesso tempo la fama di Verga a quella di « autore di Cavalleria rusticana » – la pièce trionfa anche a teatro. Tra le interpreti, Eleonora Duse, acclamata attrice del dramma di Verga in Italia. Nella tournée parigina tra giugno-luglio 1897, annunciata dalla stampa a tamburo battente, avviene la consacrazione nel al Théâtre de la Renaissance. Tra il 1908 e il 1910 vi saranno numerose rappresentazioni messe in scena dalla troupe siciliana di Giovanni Grasso, in particolare quella al Théâtre Marigny, che riscuote un enorme successo di pubblico e di critica, divenendo l'avvenimento della stagione teatrale. Pochi mesi dopo Cavalleria fu riproposta al Théâtre de l’Odéon, di nuovo con la regia di Antoine e con la traduzione di Giulia Dembowska, riscuotendo un forte successo. Si trattò di una messa in scena accuratissima accolta entusiasticamente dalla migliore critica teatrale, tra cui Maurice Muret, che gli dedicò in prima pagina del prestigioso Journal des débats.

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Serie D'Art Cinema

Il dramma inaugura una nuova stagione artistica, quella delle storiche « Séries d’art », che figurano tra i primissimi tentativi di riunire il cinema, il teatro e la letteratura. Secondo la maggior parte degli storici la prima trasposizione della Cavalleria al Cinema è per mano di Victorin Jasset o dal direttore artistico dell’A.C.A.D., cioè Émile Chautard che aveva iniziato la sua carriera con Antoine e Sarah Bernardt. Anche se sembra che sia più plausibile che l’autore sia invece Raymond Agnel. In un articolo pubblicitario apparso nell’ottobre 1910 su Ciné-Journal menziona Chautard quale direttore della troupe e di Agnel come regista di Cavalleria rusticana. Il film viene distribuito dalla Eclair (che lo produce nei propri stabilimenti di Epinay), sin dal 22 ottobre 1910. Attraverso un’altra pagina pubblicitaria di Ciné-Journal siamo a conoscenza dei nomi degli attori principali, tutti piuttosto noti e provenienti da importanti teatri parigini : Charles Krauss (Turiddo) veniva dal Théâtre de la Porte-Saint-Martin, M. Dupont-Morgan (Alfio) dal Théâtre National de l’Odéon, cioè lo stesso teatro in cui in quei mesi era stata rappresentata la pièce e da cui proveniva anche Chautard, Mlle Barry (Santuzza) dal Théâtre Sarah-Bernardt, Mlle Morianne dal Théâtre du Gymnase, e Mlle Eugenie Nau (Lola) dal Théâtre Antoine. Era questo il principale vanto dell'A.C.A.D., la quale intendeva in tal modo contrastare il primato della concorrente S.C.A.G.L. (Société Cinématographique des Auteurs et Gens de Lettres) dei fratelli Pathé. Il film che era piuttosto lungo (308 metri di pellicola, cioè durava circa venti minuti), uscì col nome di Verga sull’affiche, e la dicitura « Avec l’autori- sation exclusive de l’auteur »

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Verga e Zola

Verga e Zola, due autori di spicco nel panorama europeo di fino '800, presentano nella loro opera molti aspetti simili. Nei tratti comuni tra il verista italiano e il naturalista francese troviamo l'ideologia positivista, della quale entrambi sono intrisi, e quindi l'applicazione del metodo scientifico sperimentale alla narrativa. Entrambe le correnti letterarie si fondano sulla volontà di rappresentare il “ vero ” e le condizioni peggiori della società. Verga osserva la realtà al di fuori, Zola, invece , non si limita a osservare i fatti dalla giusta distanza, ma si immerge nelle situazioni sociali più povere e degradate per capirle e descriverle al meglio. I personaggi diventano così contadini, pescatori, minatori e le intere classi sociali disagiate, tutti dominati dal bisogno e dall’ignoranza. Lo scrittore francese appare fin dall’inizio a Verga come la bandiera della nuova «scuola» naturalistica: come «uno fra i più illustri rappresentanti della nostra arte moderna». Emile vede in Giovanni un grande talento, ne stima le qualità e la capacità di raccontare il vero secondo dettami di interesse sociale. La loro amicizia e confronto intellettuale ha posto importanti riflessioni sullo sviluppo della letteratura tra l’800 e il 900.

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Un Tesoro alla Christie’s di Parigi

Un tesoro di autografi di Giovanni Verga è tornato alla luce in Francia. Si tratta di una straordinaria raccolta di quasi 300 lettere, tutte inedite, indirizzate dal grande scrittore siciliano ai fratelli Pietro e Mario, alla mamma Caterina e al nipote Giovannino. Dalle missive emergono squarci sulla vita familiare del caposcuola del Verismo, tra problemi di salute e gestione finanziaria dei terreni di proprietà. Non mancano annotazioni sulla vita mondana a Firenze e Milano, sui suoi capolavori come Mastro Don Gesualdo e I Malavoglia. Oltre cento lettere riguardanti la genesi, il successo e le vicende giudiziarie della Cavalleria rusticana nella causa che ne derivò con Mascagni per l’omonima opera lirica., Nel catalogo di Christie’s, i manoscritti sono divisi in tre lotti. Due di carteggi e uno relativo all’eccezionale versione autografa della celeberrima novella Cavalleria rusticana in cui Giovanni prepara la sceneggiatura “per il cinematografo”. Una scoperta di grande importanza per la storia della Letteratura, e che dimostra come Verga è il primo tra i grandi scrittori di fine Ottocento ad aver compreso il linguaggio rivoluzionario del Cinema

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